Dionaea muscipula, come coltivarla al meglio


    [ultimo aggiornamento: 11/09/2018]

    Introduzione

    La Dionaea muscipula anche conosciuta come Venere acchiappamosche, è una pianta carnivora originaria delle torbiere e delle paludi della Carolina del Nord e del sud (costa est degli Stati Uniti d’America).

    Dionaea muscipula, particolare dei peli sensoriali e delle ciglia. Credits - Photo by: Noah Elhardt [CC BY-SA 2.5], via Wikimedia CommonsImmagine - 1 - Dionaea muscipula, particolare dei peli sensoriali e delle ciglia. Credits - Photo by: Noah Elhardt [CC BY-SA 2.5], via Wikimedia Commons

    La Dionaea cattura gli insetti attraverso la parte terminale delle sue foglie dalla geometria unica.

    La foglia ha infatti due regioni primarie: un’ampia zona chiamata foglia base (cresce fuori dal terreno ed è in grado di realizzare la fotosintesi clorofilliana) e il meccanismo di cattura delle prede chiamato lamina che si trova alla fine della foglia ed è composto da due lobi tenuti insieme da una nervatura centrale.

    Ogni trappola solitamente possiede fra i due e cinque "peli sensoriali" (vedere Immagine 1) su ogni lobo, normalmente su ogni lobo si trovano tre peli sensoriali.

    Il bordo della trappola è rivestito da “ciglia” che assomigliano a dei denti, quando la trappola si chiude i “denti” imprigionano la preda. La foglia base e la foglia “lamina” (la trappola) sono tenute insieme da quello che in botanica viene definito picciolo.

    La chiusura a scatto della Dionaea muscipula ha suscitato da sempre l'interesse di scienziati e naturalisti proprio per il meccanismo di chiusura della sua trappola a tagliola, può essere considerata molto probabilmente una trappola perfetta.

     

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    Perché la Dionaea muscipula è una pianta carnivora?

    Le piante di dionaea muscipula sono diventate carnivore poiché il terreno in cui crescono è carente di alcuni nutrienti, fondamentali per la loro crescita.

    Le dionaea muscipula crescono su un suolo acido e povero in azoto. Una pianta che non riesce ad ottenere il necessario quantitativo di azoto difficilmente riuscirà a sintetizzare le proteine e non sarà quindi in grado di crescere.

    Pertanto, al fine di integrare il proprio approvvigionamento di azoto, ogni dionaea dovrà necessariamente catturare e digerire gli insetti. Ogni insetto che la dionaea cattura e digerisce si trasforma così in un piccolo quantitativo di fertilizzante, ciò incrementa i nutrienti che ne favoriscono la crescita.

    In che modo la dionaea muscipula attira le prede

    Sulla parte superiore di ogni lato della trappola della dionaea sono presenti gli antociani, si tratta di piccoli pigmenti che in superficie appaiono di colore rosso o viola.

    Questo colore probabilmente rappresenta ciò che attira la maggior parte degli insetti. Tuttavia, la trappola secerne anche mucillagine, un tipo di proteina.

    Non appena un insetto si posa sulla superficie della foglia e inizia a strisciare viene cosparso dalla mucillagine e, infine, aziona la trappola.

     

    Il meccanismo della trappola e il processo di digestione

     

    Il processo di cattura può essere suddiviso in quattro fasi distinte:

     

    1. La fase dello scatto iniziale

    2. La fase di serraggio

    3. La fase della sigillatura

    4. La fase di riapertura

    Nota: le quattro fasi del processo di cattura e digestione sono state descritte nel dettaglio nell'articolo "Dionaea muscipula, la trappola perfetta"

     

    Habitat originario

    Anche se le dionae muscipula sono state introdotte con successo in molte zone del mondo, l’estensione sul territorio di origine della gamma nativa è molto limitata. Le dionae muscipula sono state originariamente trovate solo all'interno di un raggio di circa 160 km della città di Wilmington, North Carolina.

    Quando nasce la dionaea muscipula e perché ha questo nome

    La dionaea muscipula è l’unica rappresentante del genere Dionaea ed appartiene alla famiglia delle Droseracee (nome scientifico Droseraceae).

    Dionaea muscipula è il nome latino per la pianta chiamata comunemente Venere acchiappamosche. Come nasce il nome Dionaea muscipula?

     

    Origine del nome scientifico Dionaea muscipula e del nome comune Venere Acchiappamosche  

    Il primo riferimento scritto al nome Venere acchiappamosche è rintracciabile in una lettera di Arthur Dobbs (settimo governatore britannico della Carolina del nord dal 1754 al 1765) spedita al collezionista e botanico inglese Peter Collinson il 2 aprile 1759.

    Nella lettera Dobbs descrisse una Venere acchiappamosche come una sorta di  «cattura mosche sensibile che si chiude su tutto ciò che la tocca». Un’altra persona con cui lavorò Dobbs è stata John Bartram. In quel periodo Bartram era botanico reale per le colonie del nord America per conto del re Giorgio III. Bartram fu la prima persona ad inviare un esemplare di tale pianta in Inghilterra in modo da rendere possibile l’esecuzione di ulteriori studi.

    Bartram ha inoltre coniato per la pianta il nome gergale "tipitiwitchet" o "Tippity Twitchet" poiché a suo dire esisteva una somiglianza della pianta con i genitali femminili (umani). Questa denominazione della pianta rimase in uso tra i botanici del diciottesimo secolo.

    Non appena le piante giunsero in Inghilterra finirono nelle mani sia del botanico amatoriale inglese John Ellis sia del botanico svedese Daniel Solander (a giugno del 1760 il botanico svedese si trovava in Inghilterra per promuovere il sistema di classificazione di Linneo).

    La Venere acchiappamosche deve il nome Dionaea muscipula a John Ellis ma il nome Dionaea fu proposto per primo da Daniel Solander in onore della dea greca dell’amore e della bellezza Afrodite, anche chiamata figlia di Dione, quindi Dionaea. La seconda parte del nome, muscipula non vuol dire “Acchiappamosche” bensì “trappola per topi” (muscipula deriva dall’unione di mus «topo» e capĕre «prendere»).

    Infatti, quando Ellis scelse il genere latino e il nome della specie, optò per qualcosa che fosse in grado di ricordare, per analogia, il concetto della cattura a scatto rappresentato dalla trappola per topi. Ricordiamo che in inglese la Venere acchiappamosche è chiamata Venus fly trap (in questo caso fly vuol dire mosca e trap vuol dire trappola).

    È corretto utilizzare il nome Venere acchiappamosche per la Dionaea muscipula?

    Contrariamente a quanto si possa pensare, il nome comune Venere acchiappamosche non è esaustivo. Infatti la Dionaea muscipula nel suo habitat naturale originario cattura principalmente ragni, formiche e coleotteri, mentre le mosche rappresentano una parte trascurabile delle sue prede. Sono stati infatti condotti degli studi direttamente nell'habitat naturale della Carolina del Nord e del Sud per comprendere meglio la tipologia di prede catturate dalla Dionaea muscipula: nel 1875 (Charles Darwin), nel 1923 (Frank Morton Jones), nel 1977 (Lichtner & Williams), nel 2009 e nel 2015 (Hutchens & Luken). Facendo riferimento al solo studio condotto nel 2015 su 227 catture il 22 % (circa) delle prede erano ragni, il 43 % (circa) erano insetti dell'ordine degli imenotteri (vespe, api, formiche, tentredini ecc.), il 10 % (circa) erano coleotteri e il 4 % erano insetti appartenenti all'ordine degli Ortotteri (cavallette, locuste, grilli ecc.), gli insetti appartenenti all'ordine dei Ditteri (mosche ed altri insetti volanti) erano soltanto il 3,5 % delle prede, le mosche erano quini una parte minoritaria delle prede catturate dalla Dionaea muscipula.

    Video - BBC One. 2009. Life: Venus Flytraps: Jaws of Death, narrated by David Attenborough (video in lingua inglese).

    Come coltivare la Dionaea muscipula

    La Dionaea muscipula ha bisogno di tre cose fondamentali per crescere bene:

     

    • luce

    • acqua

    • terreno

     

    La combinazione ottimale dei tre elementi permetterà di far crescere nel modo migliore la propria Dionaea muscipula.

     

    Innanzitutto la Dionaea muscipula ha bisogno di molta luce, più viene fornita luce e meglio è per la pianta.

    L’ideale sarebbe esporre la pianta alla luce solare diretta almeno per quattro ore al giorno,  tuttavia se ciò non fosse possibile le piante di Dionaea muscipula sono in grado di crescere anche attraverso un’intensa illuminazione artificiale.

     

    Servirà innaffiare la pianta con acqua povera di sali minerali come ad esempio acqua purificata, acqua piovana, acqua distillata oppure altra acqua con una bassa concentrazione di materiale solido disciolto (ad esempio l'acqua oligominerale in bottiglia con basso residuo fisso, da utilizzare solo per brevi periodi). Da evitare sempre l'acqua del rubinetto, il suo impiego porta ad un rapido deperimento della pianta fino alla sua morte.

     

    Per una crescita ottimale, non tenere le dionae muscipula appoggiate nell’acqua o su un terreno troppo bagnato. Le piante infatti preferiscono avere il proprio terreno sempre umido (ma non troppo) e mai asciutto. Inoltre il terreno deve avere il giusto mix di nutrienti. La maggior parte delle persone utilizza la torba, lo sfagno, la sabbia e la perlite secondo diverse combinazioni.



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