Il supertopo anticancro può trasmettere i superpoteri


    Il cancro ha finalmente trovato un degno avversario che pare sia del tutto insensibile ai suoi attacchi.

    La scoperta, fatta per caso nell’Aprile 2003 da un gruppo di ricercatori della Wake Forest University si sta dimostrando, nel corso degli anni sempre più importante e promettente.

    I ricercatori stavano iniettando in un gruppo di topi delle cellule cancerogene e hanno notato che nel gruppo di ratti era presente uno "speciale". Questo super-ratto, nemmeno dopo ripetute iniezioni, sviluppava tumori, al contrario di tutti gli altri.

    Il topo è stato isolato e fatto accoppiare in modo da produrre una "stirpe" di super topi (700), di questi almeno la metà avevano ereditato la resistenza dimostrando che questa era trasmessa geneticamente, probabilmente dovuta ad una mutazione e che era dominante.

    Alcuni discendenti sono risultati resistentissimi, in altri il tumore si è sviluppato ma è scomparso nell’arco di 24 ore, a causa di un attacco dei leucociti del sistema immunitario del topo che hanno letteralmente disintegrato il tumore, senza attaccare le cellule sane. E’ il sogno di ogni oncologo e sicuramente di ogni malato di cancro.

    Questo meccanismo potrebbe spiegare come mai alcune persone anche se esposte ad agenti cancerogeni non sviluppano il cancro, e potrebbe anche spiegare la regressione spontanea delle neoplasie, osservata raramente in alcuni pazienti.

    Ora, a distanza di tre anni, i ricercatori dello stesso istituto hanno scoperto che prelevando un gruppo di cellule comprendenti macrofagi e neutrofili, e trasferendolo dal ceppo coi superpoteri a un ceppo normale, è trasmessa la resistenza al cancro.

    Quindi, sembra che l’immunità di cui sono dotati i super topi sia innata, cioè già presente e non dovuta ad un’immunità adattativa mediata da linfociti B e T, (infatti, i macrofagi e i neutrofili fanno parte del sistema immunitario innato) e che questa immunità può essere trasferita dai super-topi a quelli normali, una specie di "cessione dei poteri" trasformando anche il ceppo normale in super-ceppo e portando alla distruzione di masse tumorali notevoli già presenti anche delle forme di cancro più aggressive e proteggendolo dall’insorgenza di nuovi tumori.

    La grandiosa scoperta è stata finanziata dal Cancer research institute (Cri) e rappresenta un grossissimo passo avanti nella ricerca oncologica.

    La scoperta è stata di una portata tale che ha portato a istituire delle collaborazioni con tre tra le maggiori istituzioni americane nel campo della ricerca oncologica, in modo da formare una squadra di ricerca che possa studiare la famiglia di topi-supereroi che potrebbe salvare il mondo dalla piaga del cancro.

    Ora la ricerca, affidata a genetisti, patologi, biologi molecolari, ha come scopo identificare la mutazione genetica che si suppone sia la responsabile della nascita di questi super-poteri.

    Una volta identificata, studiato quanto dura e come difende l’organismo dagli attacchi dei cancri più aggressivi, si penserà a identificare un gene analogo nell’uomo che possa assolvere la stessa funzione di superdifesa.

    Sitografia

    Eureka Alert.org "White blood cells from cancer-resistant mice cure cancers in ordinary mice" 8 Maggio 2006, su www.eurekalert.org/pub_releases/2006-05/wfub-wbc050306.php

    "Wake Forest scientists develop colony of mice that fight off virulent cancer" 28 Aprile 2003, su www.eurekalert.org/pub_releases/2003-04/wfub-wfs042303.php

    Wake Forest University www.wfu.edu

    Cancer research institute www.cancerresearch.org



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