Malaria ed HIV: attrazione fatale


    Dimostrato attraverso un modello matematico il preoccupante impatto della coinfezione malaria-HIV. I dati pubblicati su Science indicano che l’interazione tra le due patologie infettive avrebbe causato dal 1980 ad oggi un incremento nel numero di casi di 8500 unità per l’HIV e di 980.000 unità per la malaria.

    Il sito della CNN pubblica la foto di una madre Keniota che ha perso la figlia di 4 mesi a causa della malaria. Nell’intervista la donna si dispera: "Mia figlia è morta per nulla: la malattia si poteva curare".

    Nonostante i farmaci contro la malaria siano poco costosi e facilmente reperibili, questa malattia equivale, in alcune zone dell’Africa, ad una sentenza di morte. L’anno scorso, nel solo Kenya, questa patologia ha ucciso 34.000 bambini.

    La ricerca sui farmaci antimalarici è stata a lungo abbandonata dai colossi farmaceutici ed ora c’è il rischio concreto che, a causa dello sviluppo di ceppi resistenti, gli strumenti terapeutici in nostro possesso siano diventati obsoleti.

    Per quanto questi dati siano già di per sé agghiaccianti, ora c’è un motivo in più per preoccuparsi della malaria.

    In un articolo pubblicato su Science dal gruppo guidato dall’epidemiologo Laith Abu-Raddad dell’Università di Seattle (Washington), vengono messi in luce i rischi dell’interazione tra malaria e AIDS.

    I dati epidemiologici relativi alle due patologie sono impressionanti. In Africa, secondo le più recenti stime, sono 40 milioni le persone infettate da HIV. Di queste, 3 milioni muoiono ogni anno.

    Per contro, l’incidenza annuale delle infezioni da Plasmodium è di oltre 500 milioni di casi clinici, con un milione di morti all’anno, prevalentemente bambini.

    Secondo una stima dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, in Africa ogni 30 secondi un bambino muore di malaria.

    Fra le due infezioni vi è una considerevole sovrapposizione geografica, in particolare nell’Africa Subsahariana.

    L’interazione tra le due patologie è nota: l’HIV aumenta il rischio di contrarre la malaria a causa del suo impatto sul sistema immunitario. Per contro, la malaria è in grado di potenziare la replicazione del virus HIV.

    Per quanto riguarda il rischio di trasmissione attraverso i rapporti sessuali, il periodo più pericoloso è lo stadio acuto dell’infezione da HIV, quando il carico virale plasmatico raggiunge il suo picco.

    Negli individui che si trovano nella fase cronica dell’AIDS, è più facile contrarre la malaria, a causa dell’indebolimento delle difese immunitarie. La coinfezione malarica induce quindi un picco del carico virale plasmatico in corrispondenza delle febbri periodiche tipiche di questa malattia.

    L’inevitabile conseguenza è un aumento della trasmissione ad altri individui dell’HIV.

    Laith Abu-Raddad, partendo dai dati raccolti a Kisumo, in Kenya, dove le due malattie sono entrambe diffuse, ha sviluppato un modello matematico per valutare l’impatto di questa inquietante coinfezione malaria-HIV.

    Secondo le sue stime, l’interazione tra le due patologie infettive avrebbe causato, dal 1980 ad oggi, un incremento nel numero di casi di 8500 unità per l’HIV e di 980.000 unità per la malaria ed una preoccupante espansione di quest'ultima in quelle aree in cui AIDS è più diffuso.

    E’ innegabile che occorra correre ai ripari. Una soluzione al problema potrebbe essere quella di educare la popolazione all’astinenza sessuale durante e nelle 8 settimane seguenti alle febbri malariche.

    Più realisticamente, gioverebbe un miglioramento nella profilassi e nel trattamento della malaria negli individui affetti da HIV.

    Intanto, nel tempo necessario alla lettura di questo articolo, altri otto bambini sono morti di malaria.

    La malaria

    Questa patologia è causata da protozoi appartenenti al genere Plasmodium. Dal punto di vista clinico i più importanti sono il Plasmodium falciparum ed il Plasmodium vivax.

    Il parassita infetta l’uomo attraverso la puntura della femmina di zanzara Anofele.

    Dopo essere penetrato nell’organismo, il plasmodio si moltiplica nei globuli rossi causando febbre, anemia, forti brividi, fino al coma ed alla morte.

    Più dettagliatamente, una volta entrati nel circolo sanguigno, i precursori del Plasmodio, (sporozoiti) contenuti nella saliva della zanzara, migrano nel fegato.

    Dopo pochi minuti cominciano a riprodursi asessualmente nelle cellule di questo organo.

    Parallelamente alla riproduzione asessuata, alcune cellule del parassita si differenziano in merozoiti che, dopo aver causato la lisi delle cellule che li ospitavano, tornano in circolo per insediarsi all’interno dei globuli rossi.

    Qui si moltiplicano ulteriormente, ancora per via asessuata, causando periodiche lisi cellulari ed invasioni di nuovi globuli rossi e la caratteristica febbre periodica. In ognuno di questi cicli il numero di parassiti aumenta.

    Infine alcuni merozoiti evolvono in gametociti di sesso femminile o maschile.

    Quando una zanzara punge una persona infetta può eventualmente raccogliere insieme con il sangue anche alcuni gametociti che daranno inizio, all’interno dell’insetto ad un ciclo di riproduzione sessuata.

    La risposta immunitaria dell’organismo umano è limitata sia dal fatto che per molta parte del loro ciclo i parassiti rimangono all’interno delle cellule, sia dalla loro capacità di modificare il proprio profilo antigenico, un po’ come delle spie che cambiano continuamente passaporto.

    La prevenzione può essere ottenuta attraverso l’uso di insetticidi, di repellenti e di protezioni fisiche, come ad esempio reti e zanzariere.

    In Europa e negli Stati Uniti la malaria è stata completamente eradicata grazie alle bonifiche delle aree umide che ospitavano l’Anofele ed all’impiego massivo di insetticidi.

    Non esiste attualmente nessun vaccino anche perché, essendo la patologia soprattutto diffusa nei paesi poveri, la ricerca in questo campo non rappresenta un investimento interessante per le grosse case farmaceutiche.

    In linea di principio un vaccino potrebbe colpire lo stadio epatico, diminuendo le probabilità di venire infettati, lo stadio ematico, diminuendo la severità della malattia e il rischio di morte, od infine lo stadio sessuale, prevenendo la diffusione della malattia.

    Attualmente la ricerca è concentrata soprattutto sul primo tipo di vaccino poichè sarebbe quello più utile ai turisti ed alle truppe che si devano recare in Paesi a rischio.

    Tuttavia, dal punto di vista dell'impatto sulla salute pubblica, un vaccino in grado di ridurre la propagazione della malattia sarebbe in realtà quello più interessante.

    L’unica profilassi, anche in corrispondenza di un viaggio in aree a rischio, è l'assunzione preventiva dei farmaci antimalarici, quali ad esempio la clorochina, la meflochina, l’atovaquone associato al proguanil, la doxiciclina, la primachina e gli estratti dell’Artemisia annua.

    A causa della sempre più comune presenza di ceppi di Plasmodiun resistenti a questi trattamenti, la terapia ed i trattamenti profilattici sono fortemente dipendenti dalla specifica area geografica.

    L'Aids

    La sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) è costituita da un insieme di sintomi ed infezioni che colpiscono l'uomo come conseguenza di un danno specifico al sistema immunitario causato dal virus dell’immunodeficienza umana o HIV.

    Nella fase terminale, a causa dell’indebolimento delle difese dell’organismo, gli individui colpiti dal virus sono vittime di una serie di infezioni opportunistiche e di tumori.

    Nonostante siano attualmente disponibili vari trattamenti farmacologici in grado di rallentare la progressione del virus, non esistono cure che lo possano eradicare in modo definitivo.

    L’HIV si trasmette attraverso il contatto di liquidi corporei che contengono il virus quali il sangue, lo sperma, le secrezioni vaginali ed il latte materno.

    Come conseguenza l’infezione può essere contratta principalmente attraverso rapporti sessuali, contatto con sangue e con i suoi derivati e per scambio tra madre e bambino durante la gravidanza o l’allattamento al seno.

    Bibliografia

    Abu-Raddad L.J., et al., Dual Infection with HIV and Malaria Fuels the Spread of Both Diseas in Sub-Saharan Africa, Science, 314:1603-1606, 2006

    Barbour A.G. et al., Pathogen escape from host immunity by a enome program for antigenic variation, PNAS, 103(48):18290-18295

    Sitografia

    Mother: My daughter died for nothing - CNN.com www.cnn.com/2006/WORLD/africa/12/13/koinange.malaria/index.html

    Dual Infection with HIV and Malaria Fuels the Spread of Both Diseases in Sub-Saharan Africa - Science AAAS www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/314/5805/1603

    Malaria - Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. http://it.wikipedia.org/wiki/Malaria

    AIDS - Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. http://it.wikipedia.org/wiki/AIDS

    Malaria - WHO, World Health Organization www.who.int/topics/malaria/en/



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