Studi clinici mostrano che il potenziale vaccino contro l'Ebola è sicuro


    Due vaccini genetici per prevenire l'infezione da Ebola e da Marburgvirus sono stati testati su persone negli USA e in Uganda; entrambi sono ritenuti sicuri per l'utilizzo sugli esseri umani. Lo scopo della fase 1 di questi studi clinici non era provarne l'efficacia tuttavia, i risultati pubblicati sulla rivista Lancet mostrano che i vaccini innescano risposte immunitarie simili sia nelle popolazioni in Uganda sia negli USA.

    Si tratta di un buon segno poiché altri vaccini non si sono dimostrati efficaci nei trattamenti delle popolazioni africane. "Questo è il primo studio che mostra una risposta immunitaria priva di rischi da parte delle popolazioni africane trattate con un vaccino sperimentale contro l'Ebola" scrive Julie Ledgerwood autore dello studio e ricercatore del National Institutes of Allergy and Infectious Diseases. "Si tratta di un segnale particolarmente incoraggiante poiché le persone a più alto rischio di contagio vivono principalmente in Africa ed è stata vista una diminuzione della protezione da vaccini per altre malattie per le popolazioni africane" ha aggiunto il dott. Ledgerwood.

    Ebola virus - Image credit: CDC Global via Flickr, CC-BY 2.0Ebola virus - Image credit: CDC Global via Flickr, CC-BY 2.0

    L'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha annunciato recentemente che il numero di morti dall'inizio dell'epidemia, iniziata alla fine del 2013 nel sud-est della Guinea, ha raggiunto quota 7693. Mentre si cerca di sviluppare potenziali cure in tempi rapidi per contenere l'epidemia, lo sviluppo di un vaccino segue necessariamente tempi più lunghi. I nuovi vaccini genetici appena testati contengono proteine provenienti dalle superfici del virus Ebola e del Marburgvirus entrambi appartenenti alla famiglia Filovirus. Questo significa che tali vaccini sono efficaci per attivare il sistema immunitario in presenza di tali proteine. Inoltre l'efficacia di tali vaccini nel prevenire l'infezione da tali virus era già stata provata in alcuni primati.

    Gli scienziati del programma no-profit The Makerere University Walter Reed Project (MUWRP) hanno eseguito, nel periodo compreso tra il 2009 e il 2010, dei test su 108 individui adulti di età compresa tra i 18 e i 50 anni residenti nella capitale dell'Uganda, Kampala.

    Durante questi test è stato somministrato il vaccino anti Ebola a 30 volontari, ad altri 30 individui è stato somministrato il vaccino anti Marburg, 30 individui hanno ricevuto entrambi i vaccini, ad altri 18 individui è stato somministrato placebo.

    I vaccini sono stati somministrati in tre fasi: all'inizio dello studio, dopo quattro e dopo otto settimane. Tali vaccini sono ritenuti sicuri e si è verificato solo un caso grave. Un paziente, dopo aver ricevuto il vaccino Margburg, ha avuto un abbassamento dei globuli bianchi ma gli scienziati ritengono che tale reazione non sia da riferire al vaccino.

    Entrambi i vaccini hanno innescato una risposta positiva da parte del sistema immunitario contro le proteine dei virus. La metà dei volontari ha avuto una risposta immunitaria alla proteina dello Zaire Ebolavirus (la forma del virus responsabile dell'epidemia attuale) dopo quattro settimane dalla somministrazione della terza dose del vaccino anti Ebola. Questo significa che i corpi dei volontari erano pronti a debellare l'infezione. Quattordici dei trenta pazienti a cui sono stati somministrati entrambi i vaccini hanno avuto la stessa risposta immunitaria contro l'Ebola Zaire. Sfortunatamente il vaccino non ha una copertura di lunga durata poiché la risposta immunitaria è scomparsa entro 11 mesi dalla vaccinazione. "Queste scoperte hanno contribuito a creare le basi per un vaccino più potente utilizzando un virus innocuo proveniente dagli scimpanzé. Attualmente sono in corso studi clinici negli USA, UK, Mali e Uganda per trattare l'epidemia in corso di Ebola" ha dichiarato Ledgerwood in un comunicato stampa su Lancet. Nella stessa edizione della rivista Lancet Saranya Sridhar ricercatore presso l'Università di Oxford, UK ed estraneo alla ricerca ha scritto che tale studio potrà aiutare a velocizzare lo sviluppo di un vaccino anti Ebola funzionale. "Questo studio è il primo passo verso la futura distribuzione di vaccini contro i filovirus in Africa e dovrebbe essere in grado di interrompere lo stallo che blocca l'avanzamento della ricerca in tale direzione" ha scritto Sridhar.



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