Trasformare le cellule tumorali in macrofagi


    Le ricerche di laboratorio non vanno sempre come previsto e spesso generano frustrazione negli scienziati tuttavia, alcune meravigliose scoperte del passato sono stati realizzate per pura casualità: come ad es. la penicillina e il pacemaker. I ricercatori potrebbero avere scoperto qualcosa che potrebbe rivelarsi un potente agente contro un tipo particolarmente aggressivo di cancro. Dopo numerosi sforzi per trovare il modo di impedire alle cellule tumorali di morire durante gli esperimenti, un gruppo di scienziati dell’Università di Stanford ha scoperto che è possibile forzare le cellule leucemiche a maturare in un tipo di cellula che può aiutare il corpo a eliminare altre cellule tumorali. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Pnas doi: 10.1073/pnas.1413383112.

    photo credit: Andreas Matzke/Shutterstockphoto credit: Andreas Matzke/Shutterstock

    La leucemia linfoblastica acuta (LLA) è un tumore ematologico che prende origine dai linfociti. La LLA è caratterizzata da un accumulo di queste cellule nel sangue, nel midollo osseo e in altri organi. Il termine acuta indica che progredisce rapidamente.

    Ci sono diversi tipi di LLA classificate in base al tipo di linfociti (linfocita B o T), il tumore trae origine e cresce in queste particolari cellule.

    Durante questo studio, gli scienziati stavano esaminando il tipo più comune di leucemia linfoblastica acuta, conosciuta come LLA B (prende origine infatti dai linfociti di tipo B). Questo tumore origina da una cellula di tipo B che viene bloccata nella fase iniziale della crescita. Queste cellule immature non sono in grado di differenziarsi in cellule di tipo B normali perché hanno perso alcune molecole cellulari, note come fattori di trascrizione: elementi necessari per il loro sviluppo.

    I fattori di trascrizione sono proteine che si attaccano a pezzi di DNA riuscendo così ad attivare o disattivare alcuni geni.

    La LLA B è un tumore particolarmente aggressivo che colpisce soprattutto i bambini (di età compresa tra 0 e 14 anni) così il gruppo di ricerca della scuola di medicina di Stanford era alla ricerca di ogni modo per tentare di bloccarlo. Durante alcuni esperimenti di laboratorio i ricercatori stavano cercando di mantenere isolate alcune cellule prelevate da un paziente vivo. Dopo aver esposto le cellule ad un fattore di trascrizione specifico, gli scienziati hanno osservato che esse avevano iniziato a cambiare dimensione e forma assumendo la morfologia caratteristica di un tipo di globuli bianchi responsabili dell’eliminazione delle cellule danneggiate o del materiale estraneo: i macrofagi.

    Il gruppo ha iniziato quindi a descrivere queste cellule in laboratorio e le analisi hanno rivelato che esse si caratterizzano per avere geni simili ai normali macrofagi e sono in grado di eseguire varie funzioni tipiche dei macrofagi come quella di inglobare i batteri. Inoltre, quando hanno iniettato queste cellule riprogrammate all’interno di alcuni topi privi del sistema immunitario non si è sviluppato alcun tumore.

    I ricercatori ritengono che queste cellule trasformate saranno in grado di aiutare l’organismo durante l’eliminazione di altre cellule tumorali presenti nel corpo. I macrofagi identificano le cellule anormali o i materiali estranei poiché tali materiali vengono contrassegnati per essere attaccati ed eliminati da parte del sistema immunitario. Poiché queste cellule modificate erano in origine cellule tumorali esse vengono identificate come cellule tumorali.

    La fase successiva del progetto punterà a trovare una via clinica per ottenere questa trasformazione delle cellule, strada che è già stata percorsa per altri tipi di tumore.



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