Via libera alla procreazione "legalmente" assistita


    Nella Gazzetta Ufficiale del 24 febbraio 2004 è stata pubblicata la legge che consentirà alle coppie che non possono avere figli di rivolgersi alle tecniche di fecondazione assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dal Parlamento.

    Alcuni paesi europei, hanno modificato il codice civile con articoli ad hoc per il riconoscimento dei diritti dei bambini, nati tramite tecniche di fecondazione artificiale, che sono figli legittimi a tutti gli effetti e stilato delle linee guida medico-scientifiche; l'Italia ha deciso di mettere nero su bianco tutto insieme: tutela giuridica, norme di accesso e chiare limitazioni ai protocolli clinici.

    Accesso alla fecondazione assistita

    L'accesso alla fecondazione assistita è stabilito secondo lo stato civile e non secondo la salute del singolo cittadino, infatti si possono rivolgere a queste tecniche solo le coppie di sesso diverso, sposate o conviventi, con problemi di sterilità o fertilità non risolvibili con altri metodi terapeutici.

    Non vi si possono rivolgere, invece, le coppie portatrici di malattie genetiche con lo scopo di poter anticipare la diagnosi prenatale, ed evitare la nascita di un bambino malato.

    È vietata, infatti, ogni tipo di diagnosi pre-impianto.

    Per poter effettuare una diagnosi del genere ci vorrebbe una selezione su almeno 9-10 embrioni, mentre la legge italiana non consente più di tre ovociti fecondati, che darebbero vita ad altrettanti embrioni, e che, sempre secondo la legge, vanno trasferiti in un solo impianto, perché è vietata la crioconservazione degli embrioni.

    È consentita un'unica eccezione, si possono congelare quegli embrioni che non possono essere trasferiti, per gravi problemi di salute della donna, che, però, se ha dato il proprio consenso alla fecondazione in vitro, e ha già concepito gli embrioni, per nessun motivo può rinunciare a trasferirli.

    Nelle coppie in cui uno dei partner non è capace di produrre gameti (seme ed ovulo) atti al concepimento, è vietato ricorrere ad un donatore esterno, ma qualora si ricorra a queste tecniche il bambino non potrà essere disconosciuto da uno dei due partner e rimane tutelato.

    E così anche la madre del nato non può dichiarare la propria volontà di essere nominata, cioè non si potrà in nessun caso ricorrere a "utero in affitto" per gestire la gravidanza al posto di un'altra donna, priva di utero o che non può in alcun modo di sviluppare un feto.

    I nati e gli embrioni formati in seguito ad applicazione di tecniche di procreazione assistita, saranno censiti su un registro nazionale, istituito presso l'Istituto superiore di sanità.

    Sono previste anche sanzioni per chiunque venga meno ai divieti stabiliti dalla legge, in cui rientra anche la punizione con la reclusione da dieci a vent'anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro, per chi volesse tentare la clonazione di un essere umano in vita o morto.

    Le due tecniche approvate dalla legge sono la Fivet (fecondazione in vitro e trasferimento dell'embrione), che come dice il nome stesso prevede la fecondazione in provetta, nella quale gli spermatozoi vengono a contatto con l'ovocita, e la Icsi (Intracytoplasmatic sperm injection), che consiste nell'introdurre lo spermatozoo direttamente all'interno dell'ovocita, con l'esclusione di nuove tecniche e di nuove sperimentazioni.

    Per quanto riguarda la possibilità che la procreazione assistita rientri in un piano di assistenza sanitaria nazionale, la legge indica un fondo forfettario, per il momento, che sarà inserito nella finanziaria del prossimo anno, con la clausola che rimane alle Regioni stabilire, caso per caso, se pagarla con i propri fondi.

    La Germania sta sperimentando una legge simile a quella italiana dal 1991, con divieti di crioconservazione, di selezione degli embrioni e obbligo di un unico trasferimento.
    Il risultato? Un aumento del tre per cento dei parti trigemini e un tasso di successo delle tecniche fra i più bassi d'Europa, evidentemente un esempio non abbastanza lampante.

    Sitografia

    SISMER - Societa' Italiana Studi di Medicina della Riproduzione www.sismer.it



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