Vioxx: pericolosi anche trattamenti brevi


    [09/05/2006] Tornato sotto i riflettori il farmaco che nel 2004 era stato ritirato dal commercio perchè ritenuto troppo pericoloso.

    È tornato tristemente alla ribalta in questi giorni il farmaco Vioxx, prodotto dall'industria farmaceutica Merck e ritirato dal commercio nel Settembre 2004 a causa dell'aumentato rischio, in seguito a trattamenti prolungati, dell'insorgenza di eventi cardiovascolari potenzialmente letali, ad esempio, l'infarto.

    Sembra che anche trattamenti di poche settimane, possano essere responsabili di infarto e che il Vioxx possa agire fin dal primo momento nelle arterie causando grumi di sangue che col tempo, ostruiscono i vasi, causano ipertensione e (secondo l'entità dell'ostruzione) mancata irrorazione sanguigna e morte del tessuto.

    [inline: 1= Immagine - 1 - Vioxx] Immagine - 1 - Vioxx ©Merck

    Il Vioxx, nome commerciale del principio attivo rofecoxib, è un antinfiammatorio usato soprattutto nella terapia dell'artrite reumatoide, appartiene alla famiglia dei coxib e ha come bersaglio selettivo un enzima chiamato ciclossigenasi di tipo 2 (Cox2), al contrario degli antinfiammatori tradizionali che inibendo anche la Cox1, associano all'effetto antinfiammatorio problemi per lo stomaco (gastrite e ulcera) che è protetto da alcune sostanze prodotte dalla Cox1.

    L'azione che protegge lo stomaco è proprio la stessa che può causare la morte improvvisa dei pazienti.

    Infatti, l'enzima Cox1 ha diversi compiti, non solo produrre delle sostanze che proteggono lo stomaco, anche altre che provocano aggregazione piastrinica (il sangue coagula e non è più adeguatamente fluido), vasocostrizione (l'arteria diventa sempre più ostruita quindi il sangue fa fatica a passare) e proliferazione vascolare, tutte cose che possono portare all'infarto cioè alla morte di un tessuto perché non gli arriva più il sangue.

    Anche gli altri componenti della famiglia dei coxib (i "fratellini del Vioxx") cioè Etoricoxib (Arcoxia), Valdecoxib (Bextra) e Celecoxib (Celebrex), avendo lo stesso meccanismo d'azione, per logica, dovrebbero presentare il medesimo rischio, ma, non si capisce bene come mai, solo il Vioxx e il Bextra (valdecoxib) siano stati ritirati dal commercio.

    Gli altri "fratellini" sono ora indagati, ma gli studi richiederanno alcuni anni. La cosa più preoccupante è emersa durante uno studio promosso dalla Pfizer, l'industria farmaceutica produttrice del Celebrex: lo studio è stato interrotto perché la Pfizer ha ritenuto poco etico e troppo pericoloso, studiare l'effetto del Celebrex in pazienti con alto rischio di patologie cardiache perché era troppo elevato il pericolo di morte.

    La reazione a questo studio è stata la raccomandazione di un uso molto attento e moderato di tutti gli inibitori selettivi della Cox2, cercando di non prescriverli per un tempo superiore ai sei mesi, nei pazienti sopra i 65 anni e soprattutto a rischio di malattie cardiovascolari.

    Ma i risultati dello studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, sono allarmanti poiché, almeno per quanto riguarda il Vioxx, sembrerebbe che anche brevi periodi di trattamento siano pericolosi.

    Lo studio è stato effettuato da Linda Levensque, dell'Università di McGill a Montreal e ha preso in esame 125.000 pazienti con età oltre i 65 anni individuando chi era stato trattato con Vioxx o con Celebrex ed esaminando nel tempo gli eventuali attacchi di cuore successivi al trattamento.

    Levensque ha trovato che la popolazione sotto trattamento presentava una probabilità del 67% maggiore di avere un attacco di cuore durante le prime due settimane di trattamento. Il rischio di attacco è rientrato nella norma dopo un mese dall'interruzione dell'assunzione del farmaco.

    Il Celebrex, ha invece dato risultati diversi, i pazienti non hanno presentato un aumento di rischio in seguito a trattamento, evidenziando come non siano ancora ben chiari i meccanismi con cui agiscono questi antinfiammatori.

    In seguito a questi studi fioccano ormai in America le cause contro il colosso farmaceutico Merck, una giuria del Texas ha dato ragione alla famiglia di un paziente morto per attacco di cuore dopo due settimane di trattamento col Vioxx.

    Sitografia

    MERCK www.merck.com

    Mcgill University www.mcgill.ca

    Canadian Medical Association Journal www.cmaj.ca

    Pfizer www.pfizer.com



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