Mano biomeccatronica a cinque dita - Ibridazione uomo-macchina


    IBRIDAZIONE UOMO-MACCHINA

    Occorre premettere che la ricerca attuale in biomeccatronica orienta la sperimentazione in un contesto che vede non solo l’interazione, ma anche l’integrazione tra l’uomo e la macchina, ed ha come obiettivo lavori che si orientano ad una ibridazione uomo-macchina e che sia in grado di restituire all’uomo le funzionalità mancanti.

    Di grande interesse la sperimentazione condotta da Kevin Warwick, e l’avvento dei Cyborg.

    Kevin Warwick, 46 anni è docente di cibernetica all'università di Reading nei pressi di Londra, conduce ricerche nel campo della robotica e delle interfacce uomo macchina.

    Il 24 agosto del 1998 un'equipe di medici britannici gli ha impiantato nel braccio sinistro un chip lungo due centimetri sottocutaneo con cui riusciva a trasmettere comandi, attraverso impulsi cerebrali, il movimento di una mano.

    Un microchip che gli consentiva di comandare, a distanza, il sistema informatizzato della sua casa e del suo ufficio.

    Un uomo che comanda i computer con il solo pensiero avviandosi e, con voce metallica, annuncia: "Buongiorno professor Warwick, lei ha cinque nuovi messaggi di posta elettronica. Vuole leggerli subito o più tardi?".

    Dal punto di vista cibernetico l'esperimento fu un successo: al suo arrivo le porte si aprono e le luci si accendono. Scienziato controverso ha condotto studi riguardanti l'ibridazione uomo-macchina.

    Warwick, infatti, è convinto che la prossima forma di vita a dominare sul nostro pianeta potrebbe essere una specie a metà fra l'essere umano e le macchine. Lo studioso è convinto che esista un punto di incontro fra esseri viventi e computer e che i due possano fondersi e creare una terza entità: il cyborg.

    "Gli umani dispongono di un cervello che lavora tramite segnali elettrici e chimici. Le macchine sono invece costruite di metallo e silicio e dispongono di elaboratori elettronici. Hanno enormi vantaggi rispetto a noi. Penso che in futuro i due poli si attrarranno e si fonderanno. I computer utilizzeranno strumenti creati dalla natura, come il Dna. Gli umani accresceranno enormemente le loro potenzialità grazie alla tecnologia".

    Le possibilità che si aprono sono tante e Warwick ed altri ipotizzano l’avvento dei cyborg come naturale evoluzione della specie umana, che sarà dominata da chi accetterà di ibridarsi con le macchine.

    Esperimenti che ad altri livelli sono controversi anche per i dilemmi etici che pongono.

    Con riferimento all’utilizzo delle ricerche scientifiche per restituire un arto o un organo a chi l’ha perso, diversi lavori di ricerca orientati ad una evoluzione proprio nel senso della realizzazione dell’ibridazione uomo-macchina, al fine di installare chirurgicamente i sensori e gli elettrodi con le terminazioni nervose del soggetto che ospita l’arto artificiale.

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    Documentazione fondamentale:

    http://www.lswn.it/robotica/schede/2009/progetto_innovativo_life_hand_mano_biomeccatronica

    Sitografia:

    Università Campus biomedico di Roma www.unicampus.it

    Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa www.sssup.it/

    Prof. Dr. Klaus-Peter Hoffmann http://www.ruhr-uni-bochum.de/neurobiol/mitarbei/klaus-peter_hoffmann/e_kphoffmann.htm

    Zhongshan Hospital http://www.zs-hospital.sh.cn/e/index.asp

    Prof. Kenneth W. Horch http://www.bioen.utah.edu/faculty/KWH/

    Prof. Kevin Warwick www.kevinwarwick.com



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