Mano biomeccatronica a cinque dita - precedenti ricerche


    Precedenti ricerche

    Precedenti lavori di ricerca all’esperimento di LifeHand hanno preso in esame l’impianto di elettrodi intra-neurali sono: uno studio americano iniziato nel 2004 guidato dal Prof. Ken Horch della University of Utah; hanno impiantato elettrodi LIFE di generazione precedente nei nervi del braccio prossimali all’amputazione di un gruppo pazienti con amputazione cronica.

    Kenneth W. Horch

    Immagine - 8 - Prof.Kenneth W. Horch

    I due elettrodi usati nello Utah garantivano in totale solo 4 canali indipendenti di comunicazione, mentre l’esperimento svolto in Italia ha potuto utilizzare 4 elettrodi più potenti, arrivando ad avere fino a 32 canali contemporaneamente attivi per scambiare una mole maggiore d’informazioni tra i nervi periferici e la mano robotica.

    La protesi impiegata dai ricercatori della University of Utah era una protesi a due dita mentre la mano robotica utilizzata in Italia per LifeHand è inoltre dotata di cinque dita, tutte controllabili in modo indipendente.

    Accanto allo studio americano quello cinese compiuto presso lo Zhong Shan Hospital della Fudan University (Shanghai, Cina)

    Hanno realizzato un impianto acuto intraoperatorio di sei elettrodi intrafascicolari di diversa fattura in un singolo soggetto, registrando l’attività neurale efferente e dimostrando che il soggetto era in grado di modulare l’attività registrata dagli elettrodi posizionati a livello del nervo radiale.

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