Robotica umanoide, macchine in grado di cooperare con l'uomo - Che cos'è un robot


    [05/06/2009]

    ROBOT

    Che cos'è un robot? Esistono diverse definizioni di robot.

    In questo lavoro, e per i nostri scopi, possiamo individuarne due:

    1. Il robot è un dispositivo meccanico, talvolta con sembianze umane, in grado di eseguire una varietà di funzioni anche complesse su comando o mediante apposito programma.
    2. È una macchina che agisce in modo autonomo o da controllo remoto.

    Nulla di particolarmente romantico né nuovo: in fondo, l'uomo ha sempre costruito macchine per aumentare la propria potenza e diminuire la propria fatica.

    Ovviamente, esistono compiti che vengono svolti da macchine controllate dall'uomo: in cima alla catena di comando c'è ancora l'uomo.

    Si va dalle macchine manuali in cui l'uomo comanda anche fisicamente l'apparecchiatura, si pensi ad un'autovettura, all'acceleratore, allo sterzo e così via; a macchine più sofisticate i cui comandi sono più evoluti.

    Ma vi è sempre l'uomo che decide quello che va fatto e che interpreta quello che accade nei dintorni della macchina.

    Questo non è molto efficace e limita le possibilità impiego della macchina per tutta una serie di motivi tecnologici molti dei quali vedremo.

    Aggiungere intelligenza in una macchina rende possibile che questa esegua compiti in gran parte in modo autonomo.

    L'uomo impartisce compiti alla macchina, questa va, cerca un certo oggetto, esegue una certa operazione su di esso, torna, senza che ci si debba preoccupare di che cosa accada alla macchina nel corso della missione, di quali imprevisti dovrà  affrontare, quali decisione dovrà  prendere per superarli e portare a termine la missione.

    Come abbiamo gia detto la parola 'robot' ha un'origine relativamente recente.

    Deriva infatti dal vocabolo ceco robota (lavoro faticoso o lavoro servile) reso famoso, nel 1920, dal melodramma fantastico RUR - Rossum's Universal Robots, del commediografo ceco Karel Capek, un testo teatrale nel quale si immagina che macchine pensanti sostituiscano l'uomo in ogni sua attività, fino a diventare padrone del mondo.

    Negli anni seguenti la letteratura di fantascienza fu dominata dalla presenza di 'esseri artificiali' che, ribelli e terrificanti, diedero forma a un immaginario di paure così sintetizzato dallo scrittore russo Isaac Asimov: "Se venisse mai realizzata una mente meccanica uguale alla mente umana, allora avremmo una macchina che è un uomo.

    E se ne costruissimo una migliore di un uomo, sarebbe un superuomo che ci rimpiazzerebbe su questo pianeta.

    Erano i primi passi della robotica come oggi la intendiamo, e l'inizio della produzione di robot sempre più complessi che sembrano avverare la previsione di un altro grande scrittore di fantascienza, il canadese A. E. Van Vogt: "Il giorno dei robot è ormai prossimo. Nonostante la fondamentale paura dell'uomo, nonostante le sue apprensioni, i robot pensanti verranno costruiti. Essi cammineranno nel mondo con l'uomo e dovremo avere a che fare con loro."

    Nel 1959 Marvin Minsky e John McCarthy danno vita al laboratorio di intelligenza artificiale al Massachusetts Institute of Technology (MIT), che svolgerà successivamente un ruolo determinante nel campo della robotica sia a livello di risorse umane impegnate in lavori di ricerca fondamentali, sia come centro promotore di attività di ricerca teorica ed applicata nel settore industriale.

    Sin dalla coniazione del termine "robot" lo stesso è stato quasi sempre associato a caratteristiche di sistemi elettronici e meccanici di tipo antropomorfi e la narrativa e cinematografia negli ultimi 70 anni, hanno prevalentemente immaginato il robot come un essere meccanico dalle sembianze umane.

    I primi esperimenti di ricostruire robot dalle forme umane risalgono alle ricerche della Waseda University dei primi anni "70.

    Nonostante un trentennio abbondante di ricerca nel settore, tuttavia la realizzazione di un sistema che si avvicini alle prestazioni umane è ancora lontana.

    I due risultati più di successo nel settore sono il robot umanoide realizzato dalla Honda e presentato nel 1998 (P3 ed ora Asimo) e il Sony Dreaming Robot, oggi alla sua 4 versione.

    Entrambi hanno capacità di locomozione e equilibrio, e sono in grado di eseguire dei compiti elementari in accordo a traiettorie e movimenti preimpostati.

    Gli sviluppi negli anni ottanta e novanta delle tecnologie robotiche hanno comunque rivoluzionato il concetto di robot, attraverso una importante trasformazione dalle applicazioni in ambienti industriali quale strumento di servizio a sistema di utilità e in grado di interagire e collaborare con l"uomo in ambiente domestico.

    Oggi possiamo definire "robot" un sistema elettromeccanico riprogrammabile, dotato di capacità  di percezione e di un intelligenza propria, predisposto per compiere un ampio numero di compiti diversi.

    Una delle linee di ricerca della robotica moderna è rappresentata dalla robotica umanoide che si pone l"obiettivo ambizioso di ricostruire un robot dalle forme umane.

    Costituisce attualmente una delle sfide più impegnative sia per le complessità a livello meccanico e di percezione, sia per la difficoltà  di ricreare alcune funzioni o attività proprie dell"uomo, quali il coordinamento motorio e l"intelligenza propria degli esseri umani.

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    Bibliografia e Sitografia:

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