Nutrizione e diete nel bambino


    Il secondo semestre di vita del bambino si caratterizza dal punto di vista nutrizionale come una fase di transizione da un’alimentazione esclusivamente lattea ad una diversificata anche solida.

    Se il latte materno è infatti il solo alimento necessario almeno fino al sesto mese (salvo casi di nascite premature o sottopeso, o di carenze alimentari particolari), una volta compiuti i sei mesi cambia il fabbisogno energetico e nutritivo e vengono introdotti nella dieta cibi diversi, dapprima semiliquidi poi solidi, in maniera del tutto graduale.

    Il fabbisogno calorico è largamente dipendente dalla situazione neuroendocrina: un bambino nervoso ad esempio, avrà un fabbisogno calorico più elevato di un bambino tranquillo e dato che i fattori genetici possono influenzare l’apporto calorico, sarà importante modificare opportunamente l’alimentazione nel tempo.

    Sarà il pediatra ad aiutare la mamma in questo periodo, dicendo quando e come passare ad una diversa alimentazione ma è bene sottolineare che un cucchiaino di omogeneizzato alla frutta, che in genere viene dato per cominciare da abituare il bambino a nuovi gusti ed a muovere l’apparato buccale in maniera diversa da quella dell’allattamento, non indica lo svezzamento vero e proprio che avviene invece con la somministrazione della prima pappa.

    Il questa fase il latte può essere ancora quello materno o gradualmente integrato con quello in polvere o con il latte vaccino che però i nutrizionisti purericultori consigliano di iniziare solo dopo il 7°/8° mese.

    Il fabbisogno giornaliero raccomandato di carboidrati e vitamine varia in funzione dell'età e del peso del bambino.

    Si può cominciare con cibi molto semplici, come crema di riso mescolata al latte, semolini o fiocchi, per introdurre farinate e pappe liquide. Le prime pappe possono essere dolci o salate e equivalgono ad un pasto.

    I diversi tipi di alimenti sono molto variabili per densità calorica e per contenuto in singoli nutrienti essenziali. Si possono trovare alimenti adatti per quasi tutte le particolari esigenze dietetiche.

    In genere i prodotti in commercio hanno un elevato contenuto idrico ma generalmente anche un basso contenuto in grassi.

    La combinazione di queste due caratteristiche determina, nella maggior parte dei casi, una densità calorica inferiore a quella dei corrispondenti prodotti preparati in casa.

    Sono in genere costituiti da:

    Cereali: le farine o creme di cereali possono essere costituite da un cereale o da una miscela. Apportano 350-400 kcal/100 grammi con una quota proteica variabile ed una quantità di lipidi molto scarsa.

    Biscotti: fonte di carboidrati ed in genere arricchiti con proteine di origine sia animale (nel latte) che vegetale (nella farina), lipidi, minerali e vitamine del gruppo B indispensabili per l’assorbimento del calcio e vitamina C, stimolando l’assorbimento del ferro, calcio e fosforo.

    Pastine: per i più piccoli, dal 6° mese, esistono delle pastine speciali composte da una miscela variabile di grano tenero e farine di più facile digestione. In genere vengono addizionate con minerali, vitamine e proteine diverse da quelle di origine animale poiché carenti di alcuni aminoacidi e per questo definite incomplete o a basso valore biologico.

    Omogeneizzati: alimenti sottoposti a omogeneizzazione, ovvero frantumati in parti piccolissime tanto da essere altamente digeribili. Carne, pesce, verdure, frutta e legumi che è possibile preparare in casa o da acquistare già preparati. L’omogenizzato "industriale" presenta comunque alcuni vantaggi: il confezionamento che assicura sterilità del prodotto, la cottura a vapore, la maggiore frammentazione ed il controllo sulla qualità degli alimenti.

    Succhi di frutta: questi prodotti specifici per l’infanzia sono bevande a base di brutta integrati con vitamina C e privi di conservanti. Possono essere dati a merenda o dopo i pasti. Si distinguono in succhi costituiti da solo succo di frutta senza l’aggiunta di zucchero o acqua e nettari, a base di polpa di frutta filtrata e centrifugata.

    Consigliati per l’integrazione dei liquidi i succhi di frutta sono ottimi alleati d’estate e in caso di febbre, integrando i liquidi persi con la sudorazione, dissetando e nutrendo in tranquillità e sicurezza.

    Nei 4 pasti fondamentali legati a questo periodo lo schema da seguire è di solito: latte al mattino, pappa dolce, pappa salata e latte la sera tenendo presente che pappa dolce e salata possono essere alternate nella giornata e che il latte, specie se vaccino, và integrato con l’apporto dei carboidrati contenuti nei biscotti primi-mesi.

    Lo svezzamento è un periodo nutrizionale delicato legato alla variazione di alimentazione da esclusivamente latte ad alimentazione solida ma è anche un momento di crescita in cui gli alimenti che comincia ad assumere influenzeranno tutto il metabolismo.

    Nella crescita, un corretto svezzamento può assumere un ruolo importante poiché se non adeguato, possono emergere patologie come allergie ed intolleranze alimentari.

    Oltre a questo sarebbe sempre opportuno seguire la fisiologia della crescita rispettando i fabbisogni ed i tempi del singolo bambino, seguendo uno schema non rigido, che comprenda varietà, sicurezza, che sia sempre completo e soddisfi i bisogni energetici e nutritivi.

    Sitografia

    American Academy of Pediatrics www.aap.org

    Eating & Nutrition Information - DrGreene.com www.drgreene.com/54_14.html

    L’ora della pappa! - Nutrizione e Diete nel delicato periodo dello svezzamento del bambino http://guide.dada.net/diete/interventi/2007/01/284655.shtml



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