Quanto può sopravvivere l’Ebola?


    Il virus Ebola si trasmette da una persona a un’altra attraverso il contatto diretto con il sangue, altri fluidi corporei o secrezioni. Ma quanto tempo può sopravvivere il virus su una superficie di vetro o su un piano di lavoro? Quanto può sopravvivere nelle acque reflue quando i fluidi corporei del paziente vengono immessi nel sistema fognario?

    In un articolo pubblicato recentemente sulla rivista Environmental Science & Technology Letters il prof. Kyle Bibby dell’Università di Pittsburgh ha provato, insieme ai suoi colleghi, a fornire una risposta ai suddetti interrogativi. Tuttavia molte domande non hanno ancora una risposta. 

    Credits: CDC/ Dr. Frederick A. Murphy - Questa immagine proviene dal Centers for Disease Control and Prevention's Public Health Image Library (PHIL)
    Immagine di una particella virale di Ebola ripresa al microscopio elettronico. Credits: Dr. Frederick A. Murphy Centers for Disease Control and Prevention's Public Health Image Library (PHIL).


    ”L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) dichiara che è possibile scaricare rifiuti infetti di origine umana direttamente nella fognatura per fare in modo che il virus muoia” - dichiara Bibby – “Le affermazioni dell’OMS potrebbero essere corrette, tuttavia non abbiamo prove che questo effettivamente avvenga”. 

    Bibby insieme a un team di ricercatori dell’Università di Pittsburgh e dell’Università Drexel ha spiegato che conoscere il tempo di sopravvivenza del virus in acqua o sulle superfici è fondamentale per sviluppare pratiche di disinfezione efficaci nel prevenire la diffusione della malattia. 

    Attualmente le linee guida dell’OMS consigliano agli ospedali di smaltire i fluidi di origine umana (es. feci e urine) utilizzando le normali toilette.  Tuttavia i laboratori di ricerca che trattano pazienti infetti sono tenuti a disinfettare i liquidi corporei prima di immetterli nel sistema fognario.

    Il team di ricercatori sta analizzando attentamente i dati contenuti negli articoli scientifici per conoscere quanto tempo può sopravvivere il virus nell’ambiente. Purtroppo la scarsità degli studi in materia non aiuta; per tale motivo nessuno conosce con certezza se il virus può sopravvivere in acqua, su una superficie oppure nelle acque reflue continuando a essere infettivo.

    I ricercatori affermano che gli studi riguardanti la persistenza del virus al di fuori del corpo umano devono essere attentamente approfonditi. A tal proposito il prof. Bibby ha recentemente ottenuto dalla National Science Foundation, NSF un assegno da 110.000 dollari per studiare più in dettaglio la sopravvivenza dell’Ebola nell’ambiente. 

    Il team analizzerà dei virus, del tutto simili all’Ebola dal punto di vista fisiologico, al fine di studiarne i tassi di sopravvivenza sia in acqua sia nelle acque reflue. I risultati di questo studio forniranno informazioni sulle procedure da seguire per il trattamento delle acque e per lo smaltimento dei fluidi corporei mentre le ricerche sull’Ebola sono ancora in corso.



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