Scoperta la struttura del virus Zika


    Per combattere l’epidemia di Zika in Brasile e in tutto il mondo, gli scienziati stanno lavorando per comprendere meglio come è fatto il virus. Recentemente un team di ricercatori è riuscito a determinare l'esatta struttura del virus. Grazie a questo importante traguardo, i ricercatori ritengono che sarà possibile comprendere le modalità di trasmissione del virus e le cause della malattia. I risultati dello studio sono stati pubblicati oggi su Science.

    Una rappresentazione della superficie del virus Zika. Credits: Purdue University image/courtesy dei gruppi di ricerca Kuhn e Rossmann.Immagine 1 - Una rappresentazione della superficie del virus Zika. Credits: Purdue University image/courtesy dei gruppi di ricerca Kuhn e Rossmann.

     ricercatori hanno utilizzato una tecnica chiamata microscopia crioelettronica, in cui il virus è prima congelato a temperature estremamente basse e poi bombardato con un flusso di elettroni ad alta energia. Vengono così riprese diverse immagini 2D che vengono combinate per creare immagini 3D ad alta risoluzione.

    A differenza del metodo della cristallografia a raggi X, il metodo della microscopia crioelettronica è in grado di fotografare il virus in una soluzione liquida piuttosto che in forma cristallina, si tratta di un vantaggio importante poiché in questo modo non si rischia di danneggiare la struttura del virus.

     

     

    Si è scoperto che i virus Zika è molto simile agli altri virus della famiglia dei flavivirus, tra cui quello della dengue, la cui struttura è stata studiata in maniera dettagliata. Gli scienziati hanno notato un gruppo di proteine che si trovano sulla superficie del virus, note come glicoproteine E del pericapside, sono differenti.

     

    Queste proteine sono coinvolte nella modalità con la quale il virus si propaga nelle cellule del corpo infetto. Si potrebbe forse spiegare come il virus Zika è in grado di attaccare le cellule nervose e perché sta causando sindromi neurologiche come la sindrome di Guillain-Barré e condizioni di sviluppo come la microcefalia, in cui un bambino nasce con una testa eccezionalmente piccola.

    Il virus Zika congelato. Un’immagine del virus Zika ottenuta attraverso la microscopia crioelettronica. Il virus viene prima congelato e poi fotografato. I punti rappresentano le singole proteine.Immagine - 2 - Il virus Zika congelato. Un’immagine del virus Zika ottenuta attraverso la microscopia crioelettronica, il virus viene prima congelato e poi fotografato. I punti rappresentano le singole proteine. Credits: Purdue University image/courtesy dei gruppi di ricerca Kuhn e Rossmann.

    Capire in che modo sono collegati tra loro i virus potrebbe contribuire alla creazione di un vaccino per bloccare tutti i flavivirus, ma questa possibilità è ancora lontana.

     

    «Sarebbe bello creare un farmaco antivirale in grado di trattare tutti questi virus, ma siamo ancora in una fase preliminare degli studi e vogliamo capire che cosa rende diverso il virus Zika» afferma il dott. Richard Kuhn, uno dei coautori dello studio e direttore dell’istituto di immunologia della Purdue University, USA.

    Attraverso le microimmagini, sostiene Kuhn, siamo in grado di iniziare a capire cosa succede a livello molecolare, quando il virus di Zika attacca il corpo. Conoscere la struttura delle glicoproteine E potrebbe consentire ai ricercatori di sviluppare farmaci che hanno come bersaglio tali proteine specifiche e prevenire in questo modo le infezioni di Zika.

    Inoltre il virus Zika spesso può essere difficile da diagnosticare. Solitamente viene diagnosticato usando gli anticorpi virus-specifici, ma poiché è molto simile al dengue risulta difficile fare la distinzione tra i due virus.

    Comprendere le differenze tra le glicoproteine presenti nello Zika e quelli nel virus dengue potrebbe aiutare i ricercatori a creare un test diagnostico al fine di identificare in modo univoco il virus Zika.



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