To treat or not to treat: comparison of different criteria used to determine whether weight loss is to be recommended


    Abstract

    Autori:

    Ottavia Colombo1, Simona Villani1, Giovanna Pinelli1, Claudia Trentani1, Maurizia Baldi2, Orazio Tomarchio2, Anna Tagliabue1

    1Dipartimento di Scienze Sanitarie Applicate e Psicocomportamentali – Università degli Studi di Pavia, via A.Bassi 21, 27100 Pavia, Italy;

    2IRCCS Fondazione Salvatore Maugeri, via Maugeri, 27100 Pavia, Italy.

    Background

    Un’eccessiva adiposità corporea rappresenta un importante fattore di rischio per la salute, principalmente in relazione al ruolo endocrino da essa svolto.

    Recentemente sono stati introdotti diversi criteri per valutare tale parametro, tuttavia ad oggi l’indicazione al trattamento è basata esclusivamente sull’Indice di Massa Corporea (Body Mass Index, BMI) di un individuo, calcolato dividendo il peso del soggetto (in kg) per il quadrato della sua altezza, espressa in m2.

    Scopo del nostro studio è quello di valutare se l’impiego del BMI, rispetto a criteri basati sull’adiposità corporea, porti a sottostimare il numero di soggetti che necessitano di modificare le proprie abitudini alimentari e di vita.

    Metodi

    Nel nostro campione di 63 soggetti (23 uomini e 40 donne, di età compresa tra 20 e 65 anni) abbiamo confrontato l’indicazione al trattamento basata sul BMI dei soggetti stessi con quella che si ottiene facendo invece riferimento a quattro criteri basati sull’adiposità corporea, ovvero: percentuale di massa grassa (%BF) come tale ed in relazione al rischio di sviluppare sindrome metabolica (MS), circonferenza vita (waist circumference, WC) quale indice di adiposità addominale, e Body Fat Mass Index (BFMI, calcolato come massa grassa in kg divisa per il quadrato dell’altezza, in m2).

    Risultati

    Secondo la classificazione basata sul BMI, 6.3% dei soggetti risultavano essere sottopeso, 52.4% normopeso, 30.2% sovrappeso, 11.1% obesi.

    La concordanza con le sottoclassi individuabili impiegando i vari criteri di adiposità è risultata differente per le diverse classi di BMI; la maggiore discrepanza è emersa nelle sottoclassi di sottopeso e sovrappeso.

    Il BMI rispetto alla quasi totalità dei criteri basati sull’adiposità ha identificato una minor percentuale di soggetti per cui l’indicazione al trattamento sarebbe raccomandata.

    In particolare, il numero di soggetti per i quali i medici dovrebbero porre una forte indicazione al trattamento sulla base del BMI (11.1%) è risultato essere significativamente inferiore rispetto a quello identificato dai criteri della circonferenza vita (25.4%, p=0.004), della percentuale di grasso corporeo (28.6%, p=0.003) e del rischio di sviluppare sindrome metabolica (33.9%, p=0.002).

    Conclusioni

    Nell’identificare la necessità di un soggetto ad essere indirizzato ad un intervento di modificazione del proprio stile alimentare e di vita, l’impiego del solo BMI, se confrontato con un assessment basato sulla composizione corporea, può condurre a misclassificazioni certamente poco auspicabili dal punto di vista clinico.

    Al fine di migliorare la diagnosi ed il trattamento degli individui a rischio, sono necessari ulteriori dati, specifici per popolazione, sulla correlazione tra composizione corporea, morbilità e mortalità.

    Bibliografia:

    Nutrition Journal 2008, 7:5doi:10.1186/1475-2891-7-5 Published: 29 January 2008

    Sitografia

    Nutrition Journal www.nutritionj.com/content/7/1/5



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