Tramonta il sole sulla vitamina D?


    Tutti amano la vitamina D, la vitamina del sole. Da molti anni medici, pazienti e media sono appassionati sostenitori degli integratori a base di vitamina D. Per quanto riguarda il trattamento delle gravi carenze di vitamina D il beneficio dovuto a questo integratore risulta evidente, tuttavia le notizie riguardanti proprietà quasi magiche della vitamina D vengono diffuse dai giornali ininterrottamente. La vitamina D sembrerebbe quindi adatta per curare (o quanto meno ridurre) una vasta gamma di patologie, dalla demenza al cancro.

    Immagine - confezione di pillole di vitamine. CC-BY Colin Dunn 

    Da molti anni i medici specialisti promuovono l’assunzione degli integratori per i pazienti affetti da osteoporosi e da altri problemi alle ossa. La vitamina D viene aggiunta artificialmente a molti prodotti alimentari con l'obiettivo di prevenire cadute, fratture e di migliorare la forza muscolare. Si ritiene inoltre che la vitamina D rafforzi il sistema immunitario e rallenti l'invecchiamento dell’organismo.

    Nonostante tali benefici un nuovo studio, pubblicato sulla rivista dell’Associazione Medica Americana, mette in guardia sui rischi derivanti dall’assunzione di dosi elevate di vitamina D.

    In genere l’industria multimiliardaria che produce integratori a base di vitamine insieme al supporto di personaggi famosi ha promosso un uso elevato di tali integratori. Ad esempio sembrerebbe che circa la metà degli americani e degli inglesi assuma integratori vitaminici regolarmente.

    Nel 2013 è stato pubblicato un articolo relativo all'inutilità dell'assunzione di integratori di vitamine sulla rivista Annals of Internal Medicine del Collegio americano dei medici (American College of Physicians).

    I benefici degli integratori vitaminici sono tutti da dimostrare

    Nonostante tutto risulta difficile dimostrare che vi siano effettivamente dei benefici per la salute direttamente collegati all’assunzione degli integratori vitaminici presenti sul mercato.

    Secondo i risultati di uno studio basato su un campione di 35000 uomini, gli integratori di vitamina E e di selenio in realtà aumentano il rischio di contrarre il carcinoma della prostata. Secondo un’altra ricerca del 2014 in cui sono stati combinati 27 studi basati su mezzo milione di persone, l’assunzione regolare di integratori vitaminici e di minerali non è in grado di impedire l’insorgenza del cancro o delle malattie cardiache. Quindi si tratta solo di uno spreco di denaro per la maggior parte delle persone che non protegge dalle malattie cardiache e dal cancro.

    Praticamente nessun integratore vitaminico ha effettivamente dimostrato di avere alcun beneficio nei test clinici effettuati su campioni di persone normali, cioè privi di gravi carenze. Ad esempio nel caso di degenerazione maculare è importante assumere la luteina e la vitamina D, in questo come in altri casi parliamo comunque di rare eccezioni.

    Dal 1980 in poi, i ricercatori hanno scritto migliaia di articoli scientifici, associando alla mancanza della nostra vitamina preferita l’insorgenza di oltre 137 malattie. Un rapporto pubblicato sulla rivista BMJ (British Medical Journal) nel 2014 ha definito queste correlazioni come inesistenti.

    Gli integratori sono innocui?

    Il nostro patrimonio genetico influenza i livelli della vitamina D. Possiamo usare tali informazioni per scoprire se i livelli naturalmente bassi di vitamina D sono effettivamente in grado di aumentare il rischio di sviluppare una malattia (piuttosto che essere una conseguenza di essa).

    Fino a ora i risultati degli studi sembrerebbero indicare (con la possibile eccezione della sclerosi multipla e di alcuni tipi di cancro) un’irrilevanza dei livelli bassi di vitamina D presenti nel corpo umano rispetto al rischio di sviluppare una malattia o comunque tali livelli bassi potrebbero essere semplicemente un marcatore della malattia.

    I medici non si sono mai preoccupati di prescrivere o meno degli integratori di vitamina D ai pazienti poiché probabilmente ritengono che tali integratori possano fornire aiuto all'organismo “naturalmente” (si tratta pur sempre di una vitamina) senza arrecare alcun danno.

    Mentre numerosi studi effettuati su persone normali non hanno rilevato alcun effetto protettivo della vitamina D, altri studi sembrerebbero destare maggior preoccupazione.

    Ad esempio i risultati di uno studio condotto nel 2015 su 409 donne anziane residenti in Finlandia sembrerebbero evidenziare che la vitamina D non abbia offerto alcun vantaggio nella prevenzione dalle fratture nel momento in cui è stata combinata al normale esercizio fisico; i medici inoltre non hanno rilevato alcuna differenza tra la somministrazione di vitamina D e il placebo poiché la percentuale delle pazienti che subivano delle fratture era comunque alta.

     

    La dose di vitamina D prescritta nella maggior parte dei Paesi è compresa tra le 800 e le 1.000 unità al giorno (quindi una dose tra le 24.000 e le 30.000 unità al mese). Tuttavia i risultati di due studi controllati randomizzati hanno evidenziato che una dose di vitamina D compresa tra circa 40.000 e 60.000 unità al mese potrebbe effettivamente trasformare tale vitamina in una sostanza pericolosa per il corpo umano.

    Spiegare esattamente perché gli integratori di vitamina D possono essere dannosi è più difficile. Alcune persone che trascorrono molto tempo all’aria aperta o che mangiano regolarmente pesce azzurro hanno dei livelli ematici di vitamina D assolutamente normali senza la necessità di assumere degli integratori.

    Integratori vitaminici "naturali" vs farmaci "non naturali"

    Spesso i pazienti ritengono che assumere gli integratori vitaminici sia qualcosa di "naturale" e che essi siano da preferire ai farmaci convenzionali poiché considerati "non naturali".

    Invece il nostro organismo può percepire gli integratori vitaminici estranei esattamente come qualsiasi altro elemento introdotto nel corpo. Il nostro organismo sintetizza una parte della vitamina D, necessaria per le funzioni vitali, attraverso la stimolazione della cute da parte della luce solare (raggi UV) mentre un’altra parte di tale vitamina proviene dal cibo che viene metabolizzato quotidianamente.

    La somministrazione invece di una grande quantità di vitamina D di sintesi per via orale o per iniezione potrebbe causare una reazione metabolica del nostro corpo imprevedibile. Ad esempio, i microbi dell'intestino sono responsabili della produzione di circa un quarto delle nostre vitamine e di un terzo dei nostri metaboliti del sangue e rispondono ai cambiamenti nei livelli di vitamina prelevati dai recettori del nostro intestino.

    Assumere grandi quantità di prodotti di sintesi potrebbe sconvolgere alcuni processi sensibili del sistema immunitario.

    La vitamina D resta un elemento chiave nel mantenimento delle funzioni vitali di un organismo sano e dovrebbe essere prescritta solo nei casi di effettiva necessità.

    Gli abusi legati all’assunzione di questi integratori vitaminici andrebbero combattuti principalmente educando le persone a un’alimentazione variegata, preferendo il più possibile i cibi freschi e di stagione a quelli che subiscono lunghi processi di trasformazione.

     

     



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