I risultati di uno studio pubblicato sulla rivista Current Anthropology, potrebbero potenzialmente ridefinire le teorie sull’antica Teotihuacan aiutando così gli scienziati a intuire credenze e vita quotidiana dei suoi abitanti prima dell’improvviso tracollo della città.
Secondo i ricercatori l’antico sistema di scrittura uto-azteco sembrerebbe essersi evoluto nel tempo nelle lingue Cora, Huichol e infine Nahuatl, quest'ultima associata agli Aztechi.
Immagine 1 - Alcuni dei simboli enigmatici associati a Teotihuacan (Credits: (Image Hanson & Helmke/Current Anthropology).
Nonostante queste lingue siano conosciute (così come gran parte dell'architettura di siti come Teotihuacan) i ricercatori paragonano la loro presenza alla scoperta di rovine di una civiltà antica come Roma o Atene, ma senza alcuna conoscenza dei loro costruttori.
Altrettanto disorientante sarebbe il ritrovamento di testi antichi appartenenti a tale società senza però poterne comprendere lo stile di vita attraverso il supporto di lingue conosciute come il latino o il greco antico.
«Ci sono molte culture diverse in Messico» scrive il Prof. Hansen dell'Università di Copenhagen. «Alcune di esse possono essere collegate a culture archeologiche specifiche. Ma altre sono più incerte».
«Teotihuacan è uno di questi posti» prosegue il ricercatore. «Non sappiamo quale lingua parlassero gli abitanti né a quali culture successive fossero collegati».
Fortunatamente, gli abitanti di Teotihuacan ci hanno lasciato in eredità i loro simboli che si trovano sulle pareti degli edifici e compaiono persino su oggetti di ceramica d’uso comune nella vita quotidiana. Tuttavia per lungo tempo i ricercatori si sono chiesti se questi simboli rappresentassero una vera e propria lingua scritta formale o qualcosa di completamente diverso.
Per Hansen e il suo collega Prof. Helmke la risposta sembra adesso essere chiara: i simboli non solo rappresentano effettivamente una lingua ma i suoi componenti linguistici sembrerebbero suggerire che i parlanti la lingua nahuatl fossero presenti nella regione molto prima di quanto ipotizzato precedentemente, essi potrebbero persino rappresentare i discendenti dei misteriosi abitanti dell’antica Teotihuacan.
Per mettere alla prova la loro idea i ricercatori hanno ricostruito una variante più antica della lingua nahuatl e poi l’hanno confrontata con i simboli di Teotihuacan.
Questa soluzione «Sarebbe anacronistica poiché dovresti infatti cercare di leggere il testo che vuoi tradurre usando una lingua più vicina possibile nel tempo», scrive Helmke. Il ricercatore sostiene inoltre che sia necessario utilizzare una lingua contemporanea al periodo in questione.
Ciò non vuol dire che decifrare gli antichi simboli di Teotihuacan fosse un'operazione semplice. Alcuni di essi sembrano rappresentare direttamente ciò che raffigurano, come nel caso del simbolo del "coyote", mentre altri funzionano come un rebus: una combinazione di immagini utilizzata per esprimere una parola più complessa.
Per questo il lavoro dei ricercatori, tuttora in corso, richiede sia la ricostruzione dell’antica lingua uto-azteca sia una conoscenza pratica delle forme antiche del nahuatl in modo da permettere l’interpretazione corretta dei testi.
«A Teotihuacan si possono ancora trovare ceramiche con scritte e sappiamo che emergeranno altri murales», scrive Hansen, sottolineando i limiti che il suo team ha incontrato dato il numero limitato di testi a cui gli studiosi hanno accesso.
«Sarebbe fantastico se riuscissimo a trovare gli stessi segni usati nello stesso modo in molti più contesti» scrive Hansen. «Questo darebbe ulteriore sostegno alla nostra ipotesi, ma per ora dobbiamo lavorare con i testi che abbiamo».
Ciononostante i progressi raggiunti sembrano promettenti, i ricercatori sostengono infatti di aver già creato con successo un metodo che permetterebbe di decifrare diversi testi e che potrebbe essere di aiuto per sviluppi futuri della tematica.
«Nessuno prima di noi aveva usato una lingua che si adatta al periodo per decifrare questa lingua scritta» ha dichiarato Hansen. «E nessuno prima d’ora era riuscito a dimostrare che certi logogrammi avessero un valore fonetico utilizzabile anche al di fuori del significato principale del logogramma».
«Così abbiamo creato un metodo che può servire come base per altri studiosi in modo da ampliare la comprensione dei testi» prosegue Hansen. «Se le nostre ipotesi dovessero essere corrette non avremmo soltanto decifrato uno specifico sistema di scrittura ma potremmo inoltre avere un impatto sulla comprensione di tutte le culture mesoamericane e, naturalmente, indicare una possibile soluzione al mistero degli abitanti di Teotihuacan».
Riferimenti
Lo studio “The Language of Teotihuacan Writing” https://www.journals.uchicago.edu/doi/10.1086/737863 è stato pubblicato sulla rivista Current Anthropology.



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