L'ultimo dei Neanderthals!


    [10/10/2008] E’ dedicata alla neandertaliana dai capelli rossi la copertina del National Geographic di Ottobre.

    Un pezzo da Museo! Solitamente lo si riferisce a qualcosa che non serve più e che può essere buttato. Invece non è così e la copertina del National Geographic International di Ottobre lo dimostra.

    La ricostruzione di una neandertaliana dai capelli rossi e occhi chiari - non proprio una bellezza da copertina patinata! - è invece finita sulla copertina della rivista scientifica più popolare del mondo.

    ricostruzione volto Neanderthal

    Ricostruzione di Kennis & Kennis/Fotografia di Joe McNally©National Geographic

    Decine di milioni di copie in tutto il mondo mostrano la ricostruzione della fisionomia di questo gruppo umano che ha avuto un grande successo per più di 200.000 anni. Poi è stato soppiantato dal più tecnologico Homo sapiens.

    Ma cosa c’entra la ricerca paleoantropologica italiana in tutto questo? Molteplici sono i legami tra questo eccezionale riconoscimento mondiale e quella che si fa alla Sezione di Preistoria del Museo di Storia Naturale di Verona.

    Copertina National Geographic Italia - Ottobre 2008

    Copertina National Geographic Italia - Ottobre 2008

    Prima di tutto la ricerca di cui tratta l’ampio articolo del NG è stata condotta anche su un fossile di neandertaliano che viene da Riparo Mezzena, presso Avesa (Verona).

    Inoltre i fratelli Kennis, i due artisti olandesi che hanno prodotto la nuova ricostruzione sulla base dei dati desunti dalla ricerca sul DNA nucleare dei fossili spagnolo e veronese, avevano prestato le loro opere al Museo di Storia Naturale in occasione della mostra “Fossili antichi e modelli virtuali�? allestita a Verona nel 2002-2003.

    Quella mostra ebbe un tale successo da essere “comprata�? e riallestita l’anno successivo al Museo Archeologico Provinciale di Bolzano, quello che espone la mummia di Otzi. Decisamente una buona partenza.

    Inoltre molti dei ricercatori coinvolti lavorano nei Musei di Storia Naturale più prestigiosi del mondo: Madrid, Gibraltar, Londra, New York.

    Da quella mostra è partito un progetto di ricerca internazionale coordinato da Laura Longo, Conservatore di Preistoria del Museo veronese, che ha portato ai risultati di oggi. Che non saranno certo gli ultimi, visto che è appena stato campionato un altro reperto di Riparo Mezzena, una mandibola femminile questa volta.

    Prelievodi campioni dalla mandibola femminile di Neandertal

    Lucio Milani (del gruppo di ricerca dell’Università di Firenze) e Laura Longo (Museo di Storia Naturale di Verona) prelevano i nuovi campioni dalla mandibola femminile di Neandertal per proseguire le indagini.

    I dati preliminari si presentano molto interessanti.

    Nel frattempo i fossili di Mezzena sono stati datati da E. Boaretto del Weizmann Institute di Gerusalemme, inserendoli in una fase cronologica molto recente, collocando gli abitanti del Vajo Gallina alla fine dell’avventura neandertaliana.

    Tante le similitudini tra le alture delle Asturie spagnole, dove si apre la Grotta “El Sidron�? che ha restituito il resto della neandertaliana sulla base della cui anatomia è stata fatta la ricostruzione, e quelle dei Lessini veronesi dove scorazzavano gli ultimi neandertaliani che bivaccavano a Riparo Mezzena.

    Infatti l’esposizione a sud dei versanti permetteva di sfruttare al meglio lo scarso irraggiamento solare dell’ultima glaciazione e la pelle chiara favoriva il corretto metabolismo della vitamina D.

    Inoltre i massicci calcarei dove si aprono le grotte e i ripari frequentati dagli uomini preistorici sono ricchissimi di selce con la quale facevano i loro strumenti, una materia prima sfruttata fino in epoca storica, ai tempi di Napoleone i cui eserciti utilizzavano gli acciarini in selce per le armi da fuoco.

    Le valli dei Lessini erano quindi ottimi rifugi contro le avversità di un clima molto rigido e hanno permesso agli ultimi neandertaliani di sopravvivere per almeno 15 mila anni anche all’avvento sul territorio di un altro elemento di “disturbo�? come la comparsa dell’uomo anatomicamente moderno che, uscendo dall’Africa intorno a 60 mila anni fa, ha successivamente raggiunto l’Europa e quindi anche l’Italia dove nel veronese ha lasciato importanti evidenze della sua attività in siti come la grotta di Fumane, Ponte di Veja, la grotta di S. Cristina o il Riparo Tagliente.

    Ma cosa è successo nei 15 mila anni intercorsi tra i 45 e 30 mila anni fa, il cruciale periodo che ha visto lo spegnersi dei neandertal e l’avvento dei sapiens?

    La ricchezza della collezione di fossili umani del Museo di Verona può dare un significativo contributo alla comprensione del perché homo sapiens sopravvisse all’uomo di Neandertal.

    All’epoca della transizione tra Neandertal e sapiens i due tipi umani potevano contare su una conoscenza tecnologica e su un “comportamento di base�? abbastanza simile.

    Abili cacciatori i neandertaliani forse mostravano una leggera preferenza per prede di medie e grandi dimensioni, come testimoniano i resti di cervo e uro rinvenuti anche a Mezzena.

    Sicuramente più sofisticati nella produzione della loro cultura materiale, i sapiens riuscirono alla fine a soppiantare i loro vicini.

    Alcuni studiosi sostengono che, sebbene raramente, individui appartenenti ai due gruppi potessero essersi accoppiati.

    Ipotesi che, anche se plausibile e suggestiva, sembra avere la genetica contro.

    Come spiega C. Stringer del Museo di Storia Naturale di Londra le analisi sul DNA suggeriscono che sapiens e Neandertal abbiano cominciato a diversificarsi molto prima che Homo sapiens uscisse dall’Africa circa 60.000 anni fa.

    Di fatto i due antenati sono rami geograficamente ed evolutivamente separati ma si sono originati da un antenato comune.

    E sebbene secondo E. Trinkaus della Washington University, commento riportato nell’articolo del National Geographic, “Gli esseri umani non sono mai stati particolarmente schizzinosi quando si tratta di sesso�?, questa rara eventualità non ha lasciato traccia nel DNA mitocondriale degli uomini moderni.

    Un’altra suggestiva coincidenza tra Verona e la Spagna è che le ricerche su “El Sidron�? sono condotte da scienziati che lavorano nel Museo Nazionale di Storia Naturale di Madrid, coordinati da A. Rosas, che fa anche parte della squadra che lavora ad Atapuerca, nella Sierra di Burgos Spagna, area paleoantropologica di circa 1 milione di anni e dichiarato recentemente sito patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

    Come Rosas anche Longo fa parte di un’equipe internazionale che conduce le ricerche sulle pendici meridionali del Caucaso in Georgia, a Dmanisi il più antico sito a ominidi fuori dall’Africa datato a 1.8 milioni di anni fa.

    E come nella grotta spagnola anche la mandibola di Riparo Mezzena è stata recentemente campionata, trasformando il Museo di Storia Naturale di Verona in un set da R.I.S. “Abbiamo grandi aspettative�? dice Longo, “anche sulla mandibola femminile.

    Le nuove ricerche potrebbero finalmente dirci se i gruppi che vivevano sulle colline attorno a Verona e sui Monti Lessini potevano essersi “incontrati�? visto che i neandertaliani del riparo di Avesa erano praticamene contemporanei dei sapiens che a Fumane producevano uno strumentario piuttosto diverso da quello di Mezzena�?.

    Ma c’è molto altro che “bolle nelle pentole�? del laboratorio di paleogenetica dell’Università di Firenze coordinato da D. Caramelli.

    “Essere stati selezionati per il Science Breakthrough 2007 è una grande responsabilità, abbiamo l’obbligo di mantenere un profilo altissimo�? continua Longo che mostra con orgoglio la copertina del National Geographic.

    Laura Longo, Conservatore della Sezione di Preistoria Museo di Storia Naturale di Verona

    Sitografia:

    Last of the Neanderthals By Stephen S. Hall http://ngm.nationalgeographic.com/2008/10/neanderthals/hall-text

    Erik Trinkaus - Washington University http://artsci.wustl.edu/~anthro/blurb/b_trink.html

    Natural History Museum of London www.nhm.ac.uk

    Neanderthals: The Science Behind the Reconstruction

    National Geographic Senior Science Editor Jamie Shreeve discusses some of the science behind the reconstructed Neanderthal female. Video http://ngm.nationalgeographic.com/video

    Museo di Storia Naturale di Verona www.museostorianaturaleverona.it



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