Nuove tecniche di indagine al servizio dell'archeologia


    Scoprire le civiltà più antiche impiegando mezzi moderni.

    Da qualche anno l’archeologia ha fatto proprie le tecnologie più innovative di tele-rilevamento non invasive conosciute come "remote sensing" e sembra già non poterne più fare a meno.

    Georadar, tomografia e termografia sono solo alcuni degli esempi più noti di scienze ausiliari e ritrovati preziosi nelle indagini archeologiche.

    [inline: 1= Immagine - 1 - Modello di georadar ©Ingegneria dei Sistemi SpA] Immagine - 1 - modello di georadar ©Ingegneria dei Sistemi SpA

    Le tecniche più utilizzate

    Georadar

    E’ stato realizzato e perfezionato dagli scienziati del Pentagono durante la guerra del Vietnam, per scoprire i cunicoli in cui si annidavano i vietcong. Solo in un secondo momento è stato applicato anche all’archeologia.

    Permette di realizzare in modo rapido e non distruttivo la mappatura di tutti gli elementi presenti nel sottosuolo delle aree di intervento. Tale indagine consente inoltre di valutare l’estensione delle aree studiate. Si utilizza soprattutto nelle aree dove si ritiene che sia rischioso il ricorso alle classiche tecniche di indagine archeologica.

    Offre diversi vantaggi:

    • non risente di alcuna interferenza o disturbo esterni (correnti elettriche, corpi metallici, vibrazioni, ecc…);
    • non necessita di alcuna operazione di installazione di sensori (fori per picchetti o per geofoni);
    • non causa alterazione delle superfici degli oggetti (muri affrescati, mosaici, ecc…);
    • permette interventi rapidi;
    • copre l’intera area di indagine;
    • rispetta l’ambientale.

    Grazie al georadar per esempio sono state localizzate antiche tombe di capi indiani Mohawk nell'Illinois, è stata scoperta un'imbarcazione egizia nei pressi della Sfinge, sono state mappate le fondamenta originali della Torre di Pisa ed è stato recuperato un mammut rimasto per ventimila anni sotto i ghiacci siberiani.

    Indagine geoelettrica o Tomografia

    A completamento dell’indagine georadar, si effettuano dei sondaggi con metodologie geoelettriche topografiche per confrontare i risultati ottenuti.

    L’indagine comporta l’esecuzione di sezioni geoelettriche tomografiche, ripetendo più misure per ogni singolo stendimento.

    La tomografia elettrica di superficie (TES) si basa sull’acquisizione di un elevato numero di misure elettriche effettuate attraverso gli elettrodi posizionati sul terreno.

    La ricostruzione tomografica della sezione del profilo del terreno investigato viene effettuata tramite apposito software di elaborazione che utilizza il Metodo degli Elementi Finiti (FEM).

    Permette la restituzione tridimensionale degli oggetti studiati.

    Termografia

    Questa tecnica era stata inizialmente sviluppata in ambito militare.

    La "thermal-imaging technology", o termografia, utilizza raggi termici in modo tale da estendere la percezione visiva oltre le normali condizioni, consentendo di vedere anche al buio, di spostarsi in mezzo alla polvere o al fumo, di identificare oggetti sotto terra.

    Imaging radar

    Si tratta di un sistema di telerilevamento dai satelliti.

    L'imaging radar riesce a vedere attraverso strati di sabbia o di ghiaccio spessi anche due metri: ha permesso così di localizzare siti di enorme rilevanza archeologica come la città perduta di Ubar, detta l'Atlantide araba del deserto.

    Anche un tratto della Muraglia cinese, finito sepolto dalla sabbia, è stata riportata alla luce grazie a questo metodo d’indagine.

    Tecniche di simulazione al computer

    Consentono di ricostruire, in modo incredibilmente accurato, intere città sepolte, templi, mosaici e affreschi.

    E’ stato persino possibile ricreare artificialmente il volto di Cleopatra e di King Tout.

    Rov - Remotely operated vehicles

    Sono utilizzati soprattutto per l’archeologia marina.

    I Rov sono veicoli sottomarini telecomandati.

    È proprio utilizzando una coppia di Rov che Robert Ballard, già scopritore del Titanic, ha trovato nei fondali del Mar Nero il relitto ben conservato (con ponte e albero intatti) di un vascello lungo 300 metri affondato 1.500 anni fa di fronte alle coste turche.

    Un'evoluzione dei Rov sono gli Auv - Autonomous underwater vehicles, veri automi marini, una coppia dei quali, provvista di videocamere e di sonar ad alta risoluzione per la mappatura dei fondali, è già stata utilizzata per perlustrare un relitto nei pressi dell'isola di Nisyros, nel Dodecanneso.

    Sitografia

    Marotta Georadar System Division www.marottageoradar.it

    Proteco - indagini georadar e tomografia www.proteco.it/pages/Archeo.htm

    L'espresso www.espressonline.it



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